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Termine per l’esercizio del potere di autotutela - Cons. St., sez. III, 2 novembre 2019, n. 7476

tratto da https://www.giustizia-amministrativa.it

Termine per l’esercizio del potere di autotutela

Cons. St., sez. III, 2 novembre 2019, n. 7476

Il nuovo termine di 18 mesi - introdotto dall'art. 6, comma 1, lett. d), l. 7 agosto 2015 n. 124 (c.d. Riforma Madia) – è predicabile nella sua rigida previsione solo in relazione ai provvedimenti di annullamento in autotutela che abbiano ad oggetto provvedimenti che siano, anch'essi, successivi all'entrata in vigore della nuova disposizione.

 

Ha ricordato la Sezione che nel caso di provvedimenti già adottati il termine suddetto integra un parametro di riferimento per valutare la "ragionevolezza del termine" dell’intervento di riesame. Il nuovo termine legislativamente predeterminato non sostituisce in toto il "termine ragionevole" (e indeterminato) il quale, presente fin dall'originaria formulazione della disposizione delineata dalla l. n. 15 del 2005, continua a costituire il parametro normativo di riferimento laddove non possa trovare applicazione, ratione temporis, il termine di mesi 18 (Cons. St., sez. IV, 18 luglio 2018, n. 4374; id., sez. VI, 19 gennaio 2017, n. 250; id., sez. IV, 9 giugno 2017, n. 2789; id., sez. VI, 13 luglio 2017, n. 3462; id. 18 luglio 2017, n. 3524; id. 20 luglio 2017, n. 3586; id., sez. III, 28 luglio 2017, n. 3780).

Vale, poi, soggiungere che il termine "ragionevole" decorre soltanto dal momento della scoperta, da parte dell'amministrazione, dei fatti e delle circostanze posti a fondamento dell'atto di ritiro (Cons. St., A. P., 17 ottobre 2017, n. 8).